Campionato di Giornalismo il Giorno

Clima, l’ Italia è sotto scacco

  QUEST'ANNO l'Italia è stata vittima di una lunga siccità, diventata pericolosa soprattutto nei mesi estivi. Il calo delle riserve idriche e l'aumento della temperatura hanno messo in ginocchio non solo il Belpaese, la vita della sua popolazione e le sue attività ma anche i ghiacciai e i laghi. Nella sola Lombardia il livello d'acqua di questi ultimi è stato il 50% inferiore rispetto alla media stagionale. Dall'inizio del 2017 le regioni del nord-ovest hanno perso circa il 67% di piogge annuali e nei primi cinque mesi dell'anno lo Stivale veniva privato di un quinto delle precipitazioni per un totale annuo di 20 miliardi di litri d'acqua in meno! NEL 2017 la temperatura è infatti di 9°C al di sopra della media. Il gravissimo deficit di piogge ha costretto alcuni Comuni, come Saronno, a prendere seri provvedimenti nel periodo estivo, cercando di far diminuire l'utilizzo dell'acqua per le attività quotidiane. Altri hanno perfino organizzato incontri e manifestazioni di sensibilizzazione sulla tutela e salvaguardia dell'ambiente. Però, dopo molti mesi di siccità e gran caldo, novembre ha assunto quel carattere piovoso e alluvionale che lo caratterizza da sempre: tra pioggia e neve, le precipitazioni hanno già superato del 38% la media mensile. I danni dell'abbondanza d'acqua sono stati aggravati dalla siccità dei mesi scorsi, la quale ha reso i terreni così aridi da renderli meno efficaci nell'assorbimento delle precipitazioni. Il cuore del problema è il cambiamento climatico che si esprime in eventi atmosferici incontrollati e il rapido passaggio dalla siccità all'alluvione. Le alte temperature estive, infatti, hanno favorito un enorme accumulo di energia sottoforma di calore nei mari attorno all'Italia. Con l'arrivo dell'aria fresca autunnale, questo calore, salendo dal basso verso l'alto, ha determinato la formazione di grandi nubi temporalesche aggravando fortemente l'instabilità atmosferica autunnale e causando nubifragi e precipitazioni nevose. Se la situazione dovesse peggiorare ulteriormente, la prossima estate ci verrà posta una domanda vitale: «A cosa vogliamo o dobbiamo rinunciare All'agricoltura, alla produzione di energia o alla quotidianità ». Ma il vero quesito è: «Come farà l'Italia a evitare lo scacco matto ».

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