Campionato di Giornalismo il Giorno

Bambini schiavi della povertà

 LA CONVENZIONE Internazionale sui Diritti dell'Infanzia, approvata dall'ONU e sottoscritta da 196 Stati nel 1989, riconosce a tutti i bambini il diritto alla vita e alla tutela. Ma esiste una realtà parallela, drammaticamente viva da un tempo che si perde nella storia. I dati sono incompleti. In Cambogia vi è ancor oggi solo il 37% delle nascite registrate: bambini invisibili che non possiedono nessuna identità, facilmente soggetti alla tratta e al commercio degli organi, alla prostituzione, allo sfruttamento nelle miniere, nei campi agricoli, nelle attività domestiche o artigianali. Realtà visibili e allo stesso tempo mimetizzate, protette da antiche consuetudini culturali figlie della povertà. RECITA la Convenzione: «Cure necessarie alla salute», ma sono quasi 6 milioni i decessi infantili per malattie come la malaria, il morbillo e l'Aids. Un altro triste fenomeno riguarda le spose bambine, costrette al matrimonio nei 46 paesi del mondo dove sono ammesse le unioni prima dei 18 anni o addirittura in età infantile. Racuan, piccola yemenita di 8 anni, data in sposa per 2000 euro ad un uomo di 40, morì dopo la prima notte di nozze. L'Unicef stima 600 milioni di minori che lavorano, milioni di Iqbal Masih, il bambino pakistano venduto dalla famiglia e incatenato ad un telaio per dodici ore al giorno e che, dopo il suo assassinio, scuote le coscienze, sensibilizzando l'opinione pubblica mondiale, perché «gli unici strumenti di lavoro che un bambino dovrebbe tenere in mano sono penne e matite» e, invece, attualmente, impugnano armi nei conflitti più di 300.000 bambini dai 10 ai 16 anni, nonostante le leggi internazionali lo considerino un grave crimine di guerra. Soldati a tutti gli effetti, esposti ai pericoli, trattati brutalmente. «Sollevai l'arma, premetti il grilletto e uccisi un uomo». Con queste semplici, ma dure parole, Ishmael racconta la sua lunga esperienza in guerra. Bambini ignari dell'amore, schiavi di una ignobile realtà da fermare. Davanti a questo scempio Papa Francesco ha ricordato che il 20 novembre si celebra la «Giornata mondiale dei diritti dell'infanzia: Auspico che la Comunità internazionale possa vigilare, garantendo ad ogni bambino e bambina il diritto alla scuola e all'educazione, perché la loro crescita sia serena e guardino con fiducia al futuro».

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