Campionato di Giornalismo il Giorno

A scuola si alza il sipario

 SEMPRE più scuole, come la nostra, aderiscono a progetti di educazione alla teatralità. L’idea, nata negli anni Sessanta, ha consentito una rivoluzione nel rapporto tra i giovani e il teatro. La scuola da decenni cerca di avvicinare i ragazzi al mondo teatrale, proponendo la visione di spettacoli realizzati da professionisti e la riflessione su di essi. Esperienze senz’altro accattivanti e utili per la crescita culturale degli alunni, ma spesso non sufficienti a suscitare in loro interesse autentico e partecipazione. Dalla semplice fruizione di un prodotto si è passati dunque al «fare teatro» in prima persona, con la guida di esperti e di insegnanti. MA PERCHÉ il teatro e perché a scuola? Perché esso ha un enorme valore educativo: permette ai giovani di far emergere la propria emotività, consente a ciascuno di conoscere meglio se stesso, mettersi alla prova, infrangere i limiti, la timidezza e la paura, attraverso un approccio alternativo alla solita lezione tra i banchi. Si improvvisa, si organizzano scene con i compagni, ci si abitua a controllare meglio lo spazio, la propria voce, il proprio corpo. Ci si mette alla prova e si impara a superare le difficoltà prendendo decisioni. Chi non si è mai trovato al centro dell’attenzione, senza sapere che cosa dire o fare? Ecco, il teatro ci insegna a gestire anche situazioni di questo tipo. La classe ha un obiettivo comune: lo spettacolo. Per raggiungerlo, è importante fare squadra, aiutarsi a vicenda. Viene favorito il rispetto reciproco e l’affiatamento del gruppo. L’esperienza teatrale come laboratorio scolastico varia in relazione all’età, agli interessi della classe e ai programmi didattici: già, perché si è pur sempre a scuola! Ma grazie a questo strumento si riesce a riflettere anche su tematiche complesse, che difficilmente potrebbero essere comprese appieno dai ragazzi con i metodi tradizionali. Si impara, divertendosi. Gli «ingredienti» per realizzare una rappresentazione sono molteplici, e talvolta scoraggiano alcuni istituti: copione, regista, scenografia, tempo, costumi. Nella realtà, a non poter mancare sono impegno, allenamento, molta fantasia, creatività e immaginazione. A volte basta una palestra, costumi fatti a mano, tanta memoria, voglia di divertirsi e… il gioco è fatto!

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