Campionato di Giornalismo il Giorno

Il gusto della solidarietà

 «DIMINUIAMO la distanza tra ricchi e poveri e consideriamoci fratelli». Sono molti anni ormai che don Tommaso e gli altri operatori della Caritas seguono diverse famiglie bisognose di Rozzano. Nell’arco di soli sei anni, rivela don Tommaso, da quando è arrivato alla Chiesa di S.Angelo a Rozzano e in seguito alla forte crisi economica che ha colpito il nostro Paese, le famiglie prese in carico sono aumentate da 60 a 301, di cui 218 straniere e 183 italiane. IL CUOREdella Caritas è il Centro di Ascolto, dove avviene sempre un colloquio con le famiglie prima della distribuzione di borse alimentari o di guardaroba. Due o tre colloqui in un anno rappresentano un momento fondamentale per «accogliere» e molto spesso per «accompagnare» a superare l’umiliazione della propria situazione di disagio, per sentirsi in famiglia, trovare una spalla su cui piangere e infine per acquisire la forza per chiedere aiuto. Così, in base alle esigenze personali di ogni nucleo familiare, vengono distribuite borse alimentari, da borse base con due litri di latte a borse più consistenti in base al numero dei bambini presenti nelle famiglie. Si è arrivati a distribuire 2000 litri di latte al mese e, grazie alla colletta alimentare, 40 quintali di olio sull’intero territorio di Rozzano. Spesso ci si chiede da dove arrivano i generi alimentari. Essi provengono dalla carità della gente che è molto generosa, una parte anche dal banco alimentare che raccoglie le eccedenze dei supermercati o dalla Comunità Europea. Una volta l’anno, inoltre, si organizza una colletta alimentare, che fanno i giovani ragazzi nei supermercati. L’AIUTO nei confronti delle famiglie naturalmente non è solo alimentare, ma riguarda anche la possibilità di indirizzarle presso avvocati, contattando ad esempio gli «Avvocati per niente» o il CAV, Centro Aiuto alla Vita, soprattutto per le mamme bisognose di aiuto concreto. Ciò che si desidera, sottolinea don Tommaso, è innanzitutto accorciare la distanza tra ricco e povero e considerarci tutti fratelli. Riflettiamo anche sul fatto che c’è più gusto, del vero gusto nel donare oltre che nel ricevere, che spesso un sorriso può appagare e rendere felice chi aiuta, offre e condivide.

CLICCA QUI PER APRIRE LA PAGINA