Campionato di Giornalismo il Giorno

Migranti, fenomeno dilagante

 ABBIAMO VISITATO la mostra itinerante “Migranti, la sfida dell’incontro” organizzata per il meeting di Rimini 2016. Le statistiche dicono: 244 milioni di persone vivono in stati stranieri; 60 milioni sono i rifugiati, ospitati in paesi vicini per rimpatriare alla fine della guerra o della persecuzione per motivi politici, etnici o religiosi. Solo il 10% arriva in Europa. L’Italia e la Grecia sono gravati dal compito dell’accoglienza e l’UE ne scarica le responsabilità. I MIGRANTI provenienti da Siria, Iraq, Afghanistan, Somalia, Africa Subsahariana, attraversano il Mediterraneo in condizioni di estremo pericolo e tanti trovano la morte; dal 2014 circa 10.000 persone sono annegate. Dai filmati capiamo come è drammatico il salvataggio; bambini, donne incinte, uomini in stato di ipotermia o disidratazione vengono trasbordati sulle motovedette della Guardia Costiera. Pensiamo a quanto sia infelice la loro vita tanto da accettare un rischio così grande. E’ giusto che l’Europa e l’Italia li accolgano e facilitino la loro integrazione, ma devono anche operare per lo sviluppo dei Paesi poveri scambiando tecnologie, diffondendo l’istruzione, distribuendo equamente le ricchezze. Le foto di un secolo fa ci ricordano che anche gli italiani erano migranti; hanno lavorato nelle miniere in Belgio, Germania, Francia, sono stati emarginati in America. A loro si riferiscono queste parole:” Generalmente sono di piccola statura e di pelle scura. Si costruiscono baracche di legno e alluminio nelle periferie della città. Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti tra di loro. (…) Vi invito a controllare i documenti di provenienza e a rimpatriare i più. (Da una relazione dell’Ispettorato per l’Immigrazione negli Stati Uniti, Ottobre 1912). DOBBIAMO superare le barriere, le paure, vedere nello straniero il volto umano, considerarlo una risorsa. Lo sono gli immigrati di seconda generazione che sono nati nel nostro paese, si sono formati nelle nostre scuole e svolgono anche professioni di alto livello. Abbiamo ascoltato la testimonianza di giovani rifugiati accolti nella nostra città; abbiamo percepito il loro disagio, il loro vissuto di sofferenza ma anche la profonda riconoscenza nei confronti dell’Italia.

CLICCA QUI PER APRIRE LA PAGINA