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La leggenda della palla d’oro

 SI CHIAMAVA Giovanni Baldesio (Zanen) era un discendente della famiglia longobarda dei Baldesi. Nacque a Casalmaggiore il 30 marzo 1052 e dopo aver ricevuto una buona educazione, lasciò la città per migrare in Francia e Germania. Tornato a Cremona, fu nominato dal Consiglio civico Gonfaloniere maggiore. Purtroppo l’imperatore Enrico IV decise di chiedere ai cremonesi, in cambio dellaloro autonomia, un tributo annuo di ben cinque libbre d’oro. Non essendovi una zecca a Cremona, si decise di fondere il metallo e dargli una forma sferica: ne risultò la regalia della palla d’oro. ALCUNI ANNI dopo i cremonesi negarono il pagamento annuale, con la scusa che l’imperatore era stato scomunicato dal Papa. Enrico IV ordinò allora al figlio di dirigersi verso Cremona con l’esercito. La difesa fu organizzata con l’aiuto di Parma, Piacenza e Milano. L’esercito, pur disponendo di 24 mila soldati, non riuscì nell’intento di piegare Cremona e il Principe tedesco propose al Consiglio cittadino di risolvere la questione con un duello tra un milite imperiale e un cremonese. Fra tutti i cittadini fu scelto Giovanni Baldesio che vinse la gara liberando la città da ogni obbligo. Baldesio fu onorato e ricompensato. I suoi resti vennero collocati nel sarcofago che sporge dalla facciata della Cattedrale. A Casalmaggiore invece, innalzarono in suo onore una statua di 3 metri per 1,70 e gli dedicarono molte opere d’arte, tra cui un dipinto donato al comune di Cremona nel 1875 dall’Abate Monsignor Michele Bignani. Lo storico Barili, oltre a Giovanni Baldesio, ricorda anche altri personaggi celebri della famiglia, tra cui il Capitano Girolamo, Giovanni Battista e Rodomonte, alle dipendenze dalla Repubblica di Venezia. Cremona rivendica i natali di Giovanni, ma storicilocali come Bresciani, Cavitelli, Lodi, Grandi, Romani e Barili lo ritengono senza alcun dubbio casalasco. L’importanza di Baldesio è ancora oggi sigillata nello stemma della provincia lombarda in cui è raffigurato un braccio sostenente la palla d’oro. Al di là dell’interesse prettamente locale che può suscitare la leggenda, le vicende che fanno da sfondo rivelano il tormentato periodo storico delle lotte tra papato e impero e delle alleanze tra comuni, ora a favore del Papa, ora dell’imperatore che raggiungeranno il culmine nel corso del tredicesimo secolo.

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