Campionato di Giornalismo il Giorno

Fuga o morte, non c’è scelta

 PIÙ DI 80 MILA migranti solo nella nostra provincia. Vengono in Italia con la speranza di trovare migliori condizioni di vita, un lavoro e i soldi per la famiglia. Si sentiranno al sicuro solamente quando metteranno piede in Italia, negli “Hot Spot” dove verranno ospitati e da qui inizia il loro percorso di integrazione. Ma prima di arrivare in Italia, che cosa hanno dovuto sopportare? Il viaggio. È sicuramente la parte più difficile, intensa e paurosa di tutta la loro vita. Provengono da ogni parte del mondo, ma coloro che alloggiano in Italia vengono spesso dalla Siria, un paese che è sconvolto da circa quattro anni di guerra civile, da cui la gente fugge. ALTRI ARRIVANO dall’Afghanistan, distrutto da una crisi nel 2014. L’instabilità politica ha dato potere ai talebani che hanno incrementato gli attacchi alla popolazione civile. A questo si aggiungono i problemi del paese, tra cui abusi delle forze di sicurezza, minacce alla libertà di espressione, la negazione dei diritti delle donne. E ancora, altri fuggono dall’Eritrea, dove è presente da 20 anni la dittatura che obbliga tutti a un servizio militare obbligatorio e utilizza la tortura; dalla Nigeria, che fronteggia dal 2002 la presenza di un gruppo islamista chiamato Boko Haram e in cui ci sono sequestri, attentati e atti di guerra; dalla Somalia, uno dei paesi più poveri del mondo, che è alle prese con una guerra civile ininterrotta dal 1991, che ha favorito lo sviluppo di un gruppo islamista che è arrivato a controllare ampie zone di territorio. Altri paesi di provenienza minori sono: Sudan, Gambia, Senegal, Ghana e Mali. Per arrivare nel nostro paese partono in più di 100 a bordo di imbarcazioni di fortuna, come vecchi pescherecci e barche in vetroresina, tutti ammassati, donne, bambini, uomini, e solo pochi di essi riescono a raggiungere, sani e salvi, le sponde del nostro paese. Coloro che sono più a rischio sono sicuramente i bambini piccoli, che possono morire soffocati o possono rimanere orfani. Oltre ai bambini, anche le donne incinta mettono a rischio non solo la vita del loro figlio, ma anche la propria. Il loro viaggio costa qualche centinaio di euro, che la maggior parte delle volte, sono i risparmi di una vita. Questo è quello a cui vanno incontro gli immigrati.

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