Campionato di Giornalismo il Giorno

Un Osservatorio della natura

L'OSSERVATORIO Eco-Faunistico di Aprica, curato dal dottor Pedroni, è un luogo cintato di 25 ettari, dove animali e vegetali delle Alpi possono essere osservati nel loro ambiente naturale. Inaugurato nel 1997 è ancora una delle più originali e interessanti aree didattico-naturalistiche d'Europa. I visitatori, su sentieri comodi e grazie alla guida e alle bacheche, apprendono molte informazioni sull'ecologia delle Alpi. L'osservatorio serve anche per riprodurre alcune specie animali in pericolo di estinzione; gli animali nati vengono liberati in natura o nei parchi che ne fanno domanda. Abbiamo intervistato il dottor Pedroni per saperne di più. Come ha avuto l'idea di fare l'Osservatorio «Mi è venuta mentre ero da solo a 2000 metri per raccogliere i dati della tesi di laurea in biologia. Ho pensato di creare un posto dove fosse più facile osservare gli animali. Ho scelto un'area di straordinaria bellezza e molto varia, comoda da raggiungere, già frequentata da turisti: una zona tra le piste di sci che ha aumentato l'indotto alla funivia. Nell'Osservatorio ci sono una ventina tra camosci e stambecchi, un orso, diversi rapaci e non si sa quanti altri animali perché uccelli e volpi (scavano sotto la rete i buchi) vanno e vengono. Curiamo anche animaletti feriti, che poi liberiamo». Come vivono gli animali «Gli erbivori vivono liberi; in inverno diamo fieno e cereali per non farli dimagrire troppo ma in estate si arrangiano perché l'area a disposizione è vasta. All'orso Orfeo diamo circa 100 mele, carote e finocchi al giorno; 25 trote e 15 chili di manzo una volta alla settimana e anche miele». Cosa provano gli animali in gabbia «Non sono in gabbia ma in un'ampia area tutta a loro disposizione. L'orso è nato in un recinto molto piccolo ed è venuto da noi a passare gli ultimi anni della sua vita in un posto migliore, grande un ettaro. Comunque, gli animali non sentono la mancanza di ciò che non conoscono. L'importante è non catturare animali liberi e liberare quelli che hanno vissuto in cattività se sono in grado di procurarsi il necessario per vivere». È bello lavorare nell'Osservatorio «Bellissimo! Non ci si stanca mai a contatto con la natura, con gli animali, la gente e soprattutto con tanti studenti che vengono da tutte le parti d'Italia».

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