Campionato di Giornalismo il Giorno

A lezione di vita

NELL'OTTOBRE SCORSO, in alcune città d'Italia, Milano, Genova e Cagliari, si è svolta la 10^ Giornata Nazionale dello Sport Paralimpico organizzata dal Cip, «Comitato Internazionale Paralimpico». Al grido di battaglia «Vola come loro. GRAZI39» molti alunni italiani, e fra essi anche noi, hanno potuto conoscere alcuni degli atleti che hanno conquistato ben 39 medaglie alle Paralimpiadi di Rio 2016. LA MANIFESTAZIONE milanese si è svolta al Centro Pavesi, in padiglioni allestiti con attività sportive per atleti disabili. Agli alunni presenti è stato chiesto di cimentarsi in esse, di mettersi nei panni di chi quotidianamente deve fare i conti con limiti concreti, ma che vive una vita piena, dignitosa, ricca di esperienze ed emozioni. La prima attività da affrontare è stata la parete d'arrampicata: impegnativa ma significativa, perché simbolo della fatica di vivere con disabilità e della possibilità di raggiungere, nonostante ciò, vette impensabili. Hockey da tavolo e corsa, da affrontare bendati per simulare le prove degli atleti ciechi, hanno richiesto di affidarsi esclusivamente all'udito, di perdere il contatto visivo e di fidarsi dei compagni di squadra, senza pregiudizi e diffidenze. Il secondo padiglione ospitava un campo da basket: pronti a giocare c'erano atleti in carrozzina. Quanta precisione nei loro movimenti, quanta emozione ad ogni punto segnato! E poi ecco i giocatori di Hockey in carrozzina e gli atleti di judo: ad ogni ingresso l'ovazione del giovane pubblico, sempre più coinvolto nello spettacolo, aumentava. Altri atleti hanno emozionato i presenti e, fra essi, i ballerini: alcuni normodotati, altri con disabilità motoria. Con una sincronia che solo un lungo lavoro insieme può dare, essi hanno trasmesso coraggio, entusiasmo. Ogni movimento è stato una provocazione verso la disabilità, che rende la vita più complessa, ma la riempie di soddisfazione e orgoglio ad ogni conquista. Al termine della manifestazione gli adolescenti e gli adulti presenti hanno lasciato il Centro Pavesi con gratitudine e con la certezza di avere assistito alla lezione più importante che il confronto con chi è disabile può dare: non esistono limiti che la passione e il coraggio non possano superare.

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