Campionato di Giornalismo il Giorno

Como: un puzzle di luci ed ombre

 INCASTONATA tra montagne e valli, intagliata ad arte nel legno della Brianza, stretta dai bulloni di un passato industriale, scaldata da pregiati filati di seta e coccolata dagli avvolgenti tessuti della Provincia. Como, città lombarda di origine romanica, in bilico tra Italia e Svizzera, balza agli onori della cronaca nel 2014, anno in cui è proprio il Lario, il suo lago di origine glaciale e profondo ben 416 metri, ad essere decretato come il migliore al mondo. GIÀ NOMI ILLUSTRI elessero la convalle quale loro dimora: Plinio il Vecchio, storico e cronista della natura, ne catalogò le sue meraviglie nel trattato Historia Naturalis (I secolo d.C.) e il nipote Plinio il Giovane battezzò qui la sua residenza, Villa Pliniana; passando poi per Alessandro Volta, altisonanti scrittori, come Stendhal, Byron, Foscolo e Berchet sino ai più recenti principi arabi, attori e calciatori di fama internazionale. Una città però dal doppio volto in cui panorami mozzafiato cedono il passo a strade poco illuminate; dove l’ambizione a diventare importante centro turistico collide con l’immobilismo della burocrazia: musei troppo spesso chiusi, trasporti da potenziare ed attrattive da incrementare. Un capoluogo che sogna un futuro smart a portata di app ma che offre purtroppo pochi progetti ricreativi e culturali ai giovani, costretti ad accamparsi nell’unica biblioteca cittadina, alla ricerca di confronti ed incontri. Ed è proprio un recente sondaggio, somministrato alla cittadinanza, testimone di questa ambivalenza: se da un lato acquistare un immobile si rivela un ottimo affare ed i comaschi si dicono soddisfatti di risiedere nella convalle, dall’altro palpabile è il malcontento rispetto ad un abbandono urbano e intellettuale, figlio dell’incuria e dell’indifferenza. Quali le piattaforme programmatiche per rendere le acque meno torbide, per fare emergere da quelle che sono le cupe profondità lariane dei tesori ora nascosti, in attesa che qualcuno li riporti a galla? L’auspicio è che ogni cittadino, politico o meno, si curi ogni giorno di Como, che ci siano iniziative e dibattiti, che se ne parli insomma. Perché nessun budget stanziato per eventi o amministrazioni comunali sostituirà mai il valore della parola e il circolo virtuoso che è in grado di innescare l’incontro di soluzioni e azioni.

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