Campionato di Giornalismo il Giorno

L’acqua del rubinetto 2.0: più controllata e più buona

Varato il primo Water Safety Plan italiano, progetto di Gruppo Cap.

L’ACQUA del rubinetto diventa 2.0: è stato varato dall’area metropolitana di Milano il primo Water Safety Plan italiano, innovazione che presto si estenderà a tutto il Paese e che renderà l’acqua degli acquedotti ancora più controllata e sicura. Sfida epocale quella lanciata da Gruppo CAP, gestore del Servizio Idrico della Città metropolitana di Milano, che punta a trasformare la filiera dell’acqua potabile in un settore high tech, in cui un sofisticato disegno statistico prevede i possibili rischi, mentre sonde e analizzatori controllano in tempo reale i parametri di potabilità. Dati sempre disponibili sul sito e anche su una app a disposizione dei cittadini.

IL PROGETTO è stato presentato a Legnano, zona individuata come area di partenza, alla presenza della senatrice Emilia De Biasi, presidente della Commissione Igiene e Sanità del Senato. «Abbiamo un sogno – racconta Alessandro Russo presidente di Gruppo CAP – quello di non comparire più tra i primi tre posti della classifica dei Paesi che consumano più acqua in bottiglia. Oggi siamo al terzo posto dopo Messico e Thailandia. Segno che i cittadini non si fidano ancora abbastanza dell’acqua del rubinetto». «Come Istituto Superiore di Sanità, insieme al Ministero della Salute, crediamo molto in questo strumento che può consentire di prevenire molte emergenze - ha commentato Luca Lucentini, direttore del Reparto di Igiene delle Acque Interne dell’Istituto
Superiore di Sanità -. Quella di Gruppo CAP è una realtà eccellente, che ha lavorato in progressione da anni, e che oggi con il Water Safety Plan garantisce ai cittadini una reale fiducia nella qualità dell’acqua».

MA COS'È il Water Safety Plan? Introdotto dalla normativa europea, e presto obbligatorio nei singoli Stati, il WSP consente di decidere insieme alle autorità sanitarie e alle altre autorità competenti, sulla base di una concreta e puntuale valutazione dei rischi, quali parametri monitorare con più frequenza. In concreto si tratta di ripensare interamente la natura e le tecnologie utilizzate per i controlli, estendendoli nel numero e nella tipologia e includendo anche le analisi al punto finale di erogazione dell’acqua. In particolare, la scelta di Gruppo CAP e dei tre Comuni coinvolti è stata quella di partire dagli edifici scolastici: in tutto 24 punti di erogazione collocati nelle mense delle scuole di Legnano, Cerro Maggiore e San Giorgio che già servono acqua di rete.