Campionato di Giornalismo il Giorno

Tutti per Fabio

«SALVARE una vita si può: tu puoi!» È quello che si sono sentiti dire gli alunni della scuola secondaria «L.da Vinci» di Marcallo nell'incontro con Chiara e Silvia, volontarie dell'associazione «Tutti per Fabio» intervenute in classe per una lezione di Primo Soccorso e grazie a loro hanno capito che questa frase può trasformarsi da slogan d'effetto in realtà, senza essere eroi coraggiosi o medici provetti. IN ITALIA le morti cardiache improvvise colpiscono ogni anno circa 50.000 soggetti e le probabilità di sopravvivenza sono strettamente dipendenti dalla precocità di intervento. Ecco perché non è mai troppo presto per apprendere le manovre del massaggio cardiaco esterno, Mce, e l'uso di uno strumento semplice ma fantastico: il Dae, «Defibrillatore semi-automatico esterno», una macchina di piccole dimensioni con piastre adesive in grado di rilevare le alterazioni dell'attività del cuore ed erogare una scarica elettrica quando necessario. L'introduzione all'argomento è affidata a Mr Bean che in un'esilarante scenetta improvvisa un intervento di rianimazione su un malcapitato colpito da arresto cardiaco. Ma si passa subito alle cose serie, con slide sul funzionamento del cuore: a questo punto qualcuno comincia ad impressionarsi, ma il bravo soccorritore sa che deve avere sangue freddo e controllare le proprie emozioni. Dopo questa parte teorica arriva il meglio. Silvia e Chiara estraggono da un'enorme borsa tre manichini di gomma: un busto di uomo, uno di bambino e un neonato sui quali provare le manovre di rianimazione e il funzionamento del Dae. Si finge una situazione di arresto cardiaco e si imparano le parole da usare e i gesti da compiere per un corretto intervento; poi tutti, a turno, in ginocchio davanti al manichino dell'adulto, braccia ben tese, mani intrecciate una sull'altra, premendo il palmo sulla base dello sterno, si prova il massaggio cardiaco. Si sperimentano le manovre di massaggio e anche di antisoffocamento sui manichini dei bambini: con loro occorre più delicatezza, con i neonati bastano due dita. È un'esperienza entusiasmante per tutti e si vuole provare e riprovare per capire meglio, per essere più precisi ed efficaci. Il pensiero che da piccoli gesti possa dipendere la vita di una persona è emotivamente molto coinvolgente e qualcuno sussurra: «Da grande voglio fare questo!»

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