Campionato di Giornalismo il Giorno

L’arte può cambiare il mondo

ATTENTATI, terremoti, alluvioni, nevicate eccezionali con conseguenze drammatiche, sono eventi che fanno pensare che l'uomo non sia più capace di gestirsi e di vivere con gli altri e che la natura si stia ribellando. Difficile è prevedere quello che l'altro e gli agenti naturali possano fare, ma non si può rimanere fermi e insensibili. Difficile è anche trovare soluzioni, perché ci si sente impotenti e a volte soli e incapaci di comunicare. Forse, quello che manca è una lingua condivisa che permetta di mettersi in comunicazione. QUALCOSA che non abbia bisogno di spiegazioni ma sia semplice, immediato e comprensibile da tutti come per esempio un'immagine. Così l'arte può aiutare a cambiare il mondo perché non produce solo disegni o dipinti o sculture, ma anche comunicazione e relazione. È senza dubbio un veicolo per trasmettere simboli che, sin dalla Preistoria, hanno influenzato la vita dell'uomo. Importanti sono le opere il cui fine è influire sui rapporti fra gli esseri viventi. Colpisce, ad esempio, l'opera di Maria Lai che negli anni '80 realizzò un monumento «ai vivi», letteralmente «legando» insieme tra loro le case dei cittadini di un piccolo borgo sardo con un lungo nastro azzurro. In tal modo, sia nella preparazione sia nella realizzazione, l'artista fece sì che tutti gli abitanti «allacciassero» tra loro se non un'amicizia, di sicuro un rapporto rispettoso. Ma il più rappresentativo è Michelangelo Pistoletto con il «Terzo Paradiso». L'autore si ispira al simbolo dell'infinito che rappresenta due diversi paradisi: il primo è quello dell'epoca nella quale l'uomo era perfettamente integrato con natura, il secondo è quello in cui ha sviluppato il mondo artificiale e tecnologico. I due paradisi, come sappiamo, sono entrati in conflitto. Così è nata l'esigenza, secondo l'artista, di un terzo paradiso, rappresentato dall'aggiunta di un cerchio centrale, cioè la fusione armonica fra i due perché insieme possano formare un mondo equilibrato. Ciascuno può interpretare il Terzo Paradiso in modo diverso e questo significa libertà e partecipazione senza esclusioni. Fondamentale è il rispetto della natura e dell'altro. Se si condividono le conoscenze si diventa responsabili e ci si rispetta. Poi anche se si fanno errori c'è sempre una possibilità di rinascita e noi vogliamo crederci!

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