Campionato di Giornalismo il Giorno

L’amore costruisce, non distrugge

LA VIOLENZA sulle donne viene anche definita “femminicidio”. Il termine è stato diffuso per la prima volta da Diana Russell, che nel 1992, nel suo libro «Femicide: The Politics of woman killing», afferma che la causa principale degli omicidi nei confronti delle donne è una violenza estrema da parte dell'uomo contro la donna, perché è donna. Parla di donne che vengono uccise solo perché sono donne e desiderano un percorso di vita autonomo. La parola femminicidio esiste nella lingua italiana dal 2001. GLI ALUNNI hanno parlato di questo argomento con l'insegnante, perché, purtroppo, è un fenomeno sempre più frequente. Troppo spesso i bambini, attraverso i telegiornali, si rendono conto di quanti siano gli episodi drammatici che hanno come protagoniste donne picchiate, sfregiate con l'acido, o addirittura uccise da mariti o fidanzati gelosi, che commettono queste atrocità per paura di essere lasciati, oppure perché perdono la testa, dopo il rifiuto di una donna. Si tratta sempre di uomini che utilizzano la violenza nelle loro relazioni con le donne; dicono di amarle, ma, come dice una canzone di Bennato, «Chiamarlo amore non si può». È un modo sbagliato e malato di amare. Esistono tuttora paesi nei quali la donna non ha gli stessi diritti dell'uomo, ma questo tipo di reato è molto diffuso anche dove la società è più evoluta. Un bambino della classe pensa che gli uomini che usano violenza sulle donne credono di essere più forti, ma in realtà sono solo più forti nell'essere stupidi. Agli occhi di un bambino l'uccisione di una donna è ancora più grave, perché spesso la vittima è una madre, che lascia orfani i suoi figli. La maggior parte delle volte è proprio il padre che la uccide, creando per loro una situazione tragica. Affrontare in classe temi così importanti è fondamentale per educare i bambini al rispetto delle donne. Un tale insegnamento farà sì che da adulti non commettano gesti tanto terribili e che imparino a dialogare per risolvere i propri problemi. Se in futuro i bambini di oggi, uomini del domani, daranno il loro contributo per cambiare positivamente i rapporti sociali con le donne, si avrà più amore e meno violenza. I maschi della 5^C di Seguro non vogliono diventare adulti violenti, ma uomini che rispetteranno la propria compagna perché la ameranno. Tutta la classe concorda nell'affermare che l'amore costruisce vita, non distrugge.

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