Campionato di Giornalismo il Giorno

Con il naso all’insù

QUANTE volte nelle sere d'estate o nelle notti fredde d'inverno avrete rivolto lo sguardo al cielo. Lo stupore di tale bellezza avrà lasciato anche voi senza fiato. L'Universo, del resto, è affascinante per tutti. Quest'anno a scuola i ragazzi della quinta B dell'Istituto San Giorgio di Pavia hanno studiato il Sistema Solare. Dopo aver costruito un modello, l'hanno appeso sopra le loro teste, rispettando i colori, le proporzioni e le distanze dei pianeti. NELLO SPAZIO tutto gira. I satelliti, come la Luna, girano intorno ai pianeti, come la Terra. I pianeti girano intorno alle loro stelle, come noi intorno al nostro Sole. Il Sole gira intorno al centro della galassia e così via. Ma com'è la vita di una Stella? Sicuramente brillante! Le stelle sono tante, molto simili fra loro e sembrano un po' timide. I ragazzi sono andati a vedere com'era il cielo alla loro nascita e hanno incontrato le costellazioni. È stato divertente trovare le costellazioni del Cigno, del Toro, del Leone, della Lepre. Tutte invenzioni dell'uomo. Ora è facile riconoscere la Stella Polare. Basta cercare la costellazione del Grande Carro e trovare l'ultima stella della coda. Quella è la Stella Polare. È lassù! Non si può sbagliare. Nel disegnare le costellazioni, i ragazzi hanno scoperto i colori delle stelle. Non sono solo gialle! Dal colore della luce si può capire la loro temperatura: le più calde sono azzurrine, le gialle sono una via di mezzo mentre quelle rossastre sono le meno calde (che non vuol dire fredde e nemmeno tiepide: infatti, hanno una temperatura di 2000° C). Studiando questo mondo «luminoso» è emerso che le stelle non sono fatte soltanto per illuminare la notte, ma sono state create per affascinare e incuriosire l'uomo fino a spingerlo a studiare i misteri degli astri. Ed è con questo desiderio, con questa sete di stelle, che vorremmo che tutti leggessero sotto un cielo stellato la bellissima poesia di Clemente Rebora intitolata “Stella mia”. «Leggiadro vien nell'onda della sera / un solitario palpito di stella: / a poco a poco una nube leggera / e chiude sorridendo la pupilla; / e mentre passa con veli e con piume, / nel grande azzurro tremule faville / nascono a sciami, nascono a ghirlande, / son nate in cento, sono nate in mille: / ma più io non ti vedo, stella mia».

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