Campionato di Giornalismo il Giorno

Social scatenati e poco sicuri

LE NUOVE TECNOLOGIe influenzano i comportamenti della società di oggi. I messaggi trasmessi dai media sono sempre più numerosi, ma spesso sono in contrapposizione tra di loro. Quindi ci si pone la domanda: «Ma ciò che si legge in Internet è sempre vero?». È questo il caso della famosa leggenda metropolitana del furgone bianco, con a bordo persone che si aggirano alla caccia di bambini da rapire: una colossale bufala. Con il passare del tempo, anziché dissolversi, questa notizia ha preso sempre più forma. LA NOTIZIA si è diffusa tramite i social network, in seguito ad un appello da parte del sindaco di Zerbo (PV), Antonio Petrali Razzini. L'avvertenza lanciata è basata su voci che il sindaco stesso ha confermato essere non attendibili. Ma ormai la paura si sta divulgando in tutta Italia e non solo nella provincia. Nonostante il tentativo di smentita della notizia, sono state diverse le denunce. Il furgone bianco è solo un incubo o frutto di prove concrete? I presunti avvistamenti sono frequenti, ma le testimonianze da verificare: molte voci, realtà pari a zero. L'esempio del furgone bianco è perfetto per far capire quanto i social network possano influenzare la società e quanto abbiano contribuito, in vari casi, alla diffusione di notizie spesso errate o inventate. L'aspetto assurdo di questa storia è che riesce a prendere piede anche quando contiene in sé la smentita. Questo caso fa riflettere sulla velocità con cui si propaga «un appello» non verificato. La logica e il buon senso possono fare poco davanti alla potenza delle leggende metropolitane e alla capacità dei social network di diffonderle. A QUESTO PUNTO possiamo affermare che questi mezzi di comunicazione, nonostante contribuiscano alla diffusione di cultura e di informazione, possono diventare sempre più pericolosi: casi di cyber-bullismo, bugie, diffusione di panico non giustificato. Sì ai telefonini, sì ad internet, sì alla tecnologia, purché siano usati con intelligenza e attenzione.

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