Campionato di Giornalismo il Giorno

I Telos, una realtà giovanile

È UNA REALTÀ sociale, di cui fanno parte ragazzi e adulti, che, pur non essendo vissuta direttamente da noi, è sentita vicina per le attività nella città di Saronno, che suscitano l'interesse della cronaca locale e molte discussioni dell'opinione pubblica. I Telos, infatti, sono soliti lasciare slogan con graffiti e murales, per comunicare il loro pensiero e per dimostrare il loro disaccordo con la società. DIECI ANNI FA, con la nascita del Collettivo «la Fenice», composto prevalentemente da giovani di età compresa tra i sedici e i trenta anni e di diversa situazione sociale ed economica, è stato creato il primo TeLOS (TErritorio Libero Occupato Saronnese) occupando degli edifici abbandonati per le proprie iniziative; anche per questo hanno il simbolo anarchico come emblema. Il numero degli aderenti può essere solo stimato in base ai dati raccolti durante i recenti controlli o gli sgomberi delle forze dell'ordine e sicuramente aumenta notevolmente in occasione di feste o altri eventi da loro organizzati. Molti tra i membri più grandi vivono effettivamente negli edifici occupati, invece gli adolescenti e i giovani studenti partecipano agli eventi organizzati con o senza il consenso dei propri genitori. Nel corso degli anni hanno avuto più sedi (fabbriche abbandonate, abitazioni disabitate, capannoni), che sono state cambiate perché ogni volta le autorità li hanno allontanati. In alcuni casi, durante le manifestazioni, compiono degli atti vandalici contro le vetrine dei negozi e le automobili; in altri cercano di diffondere le loro idee distribuendo volantini. Le azioni si ispirano al pensiero anarchico, in particolare contrastano il potere delle istituzioni comunali e propongono di riqualificare gli edifici in disuso per mettere a disposizione nuove abitazioni per chi vuole condurre una vita in comune in uno spazio autogestito all'interno della città. Nei loro confronti l'Amministrazione, di solito, interviene nei casi di maggior disagio per la collettività imponendo degli sgomberi. Non è facile spiegare i motivi di questa scelta di vita ed è troppo semplice definirli «giovani sbandati»; forse si può pensare a forme di disagio o a una difficile integrazione sociale, a persone che hanno delle idee piuttosto estreme e difficilmente condivisibili dalla maggioranza dei cittadini.

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