Campionato di Giornalismo il Giorno

In festa attorno a un falò

  ILLUMINARE la notte del 17 gennaio con un falò è un'antica tradizione della Brianza e non solo. Gli abitanti di Omate, una frazione di Agrate Brianza attraversata dal torrente Molgora, hanno fatto di questa tradizione un evento che richiama ogni anno migliaia di visitatori. Il falò di Sant'Antonio è una bella manifestazione che viene organizzata ad Omate da ben 42 anni ed è considerata patrimonio storico-culturale del paese. L'EVENTO coincide con la ricorrenza della Festa di Sant'Antonio Abate, il santo egiziano protettore dei contadini e degli animali domestici; fino al 2014 si teneva in Piazza Trivulzio, sul piazzale antistante all'entrata della scuola primaria, mentre oggi viene organizzato in uno spazio vicino al parco Falcone-Borsellino. Nella stessa notte, in molti paesi della Brianza e in altre città d'Italia, si accendono fuochi notturni, i cosiddetti «focarazzi», forse perché Sant'Antonio, secondo la tradizione, rubò le fiamme al diavolo per curare malati e sofferenti. Nella tradizione contadina, i falò servivano per celebrare il risveglio della natura: il fuoco era simbolo di purificazione, una specie di rito nato per esorcizzare il cattivo raccolto e gli incendi dei fienili. Nel 1975 quattro ragazzi omatesi decisero di ripristinare questa antica tradizione contadina accendendo un falò nella notte di Sant'Antonio. Il primo fu organizzato in un campo. Da allora è diventato un vero e proprio appuntamento culturale per Omate: ogni anno, il sabato più prossimo al 17 gennaio, si dà fuoco a una catasta di bancali. Sopra c'è il fantoccio di un asino. Sì, è proprio un asinello il protagonista indiscusso della festa. Il primo venne realizzato con semplice carta di giornale legata con delle corde. Negli anni sono state perfezionate le tecniche di costruzione, ma ora si preferisce usare un materiale meno inquinante, il polistirolo. L'organizzazione della festa e del falò è gestita da volontari, in particolare dai pensionati dell'ACO (Associazione Culturale Omatese), nata nel 2012 dall'Unione Sportiva Omatese. Durante la festa, illuminata ogni anno da spettacolari fuochi d'artificio, si possono anche gustare ottime salamelle, vin brulé, invitanti frittelle, chiacchiere, salami d'asino e soprattutto i famosi baci d'Omate, deliziosi dolcetti di cui non è possibile svelare la ricetta.

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